L’Estetica D.C. – Dopo Coronavirus

Il coronavirus e le misure di sicurezza e di “distanziamento sociale” che sono state messe in campo, per tentare di arginare la pandemia, anche un domani, speriamo non troppo lontano, quando tutto ciò sarà finito, avranno causato dei cambiamenti epocali e inimmaginabili anche solo poco tempo fa, a tutti i livelli ed in tutte le sfere della nostra esistenza.

Le nostre abitudini, anche quelle più consolidate e naturali, risulteranno stravolte: una calda stretta di mano, un bacio affettuoso tra amici, un abbraccio sincero, saranno solo un lontano ricordo. Già oggi, di fronte ad una scena di un film dove c’è un evento di questi, il nostro subconscio ci segnala una stonatura: immediatamente, non percepiamo nemmeno quale sia poi, razionalmente, ci rendiamo conto che il campanello d’allarme riguardava un comportamento fino a poco tempo fa naturalissimo e, oggi, invece, “vietato e pericoloso”.

Le parole d’ordine, in tutti i campi della nostra vita, saranno IGIENE e SICUREZZA. A questi due parametri dovranno sottostare tutte le nostre attività, sia per una logica di salvaguardia della propria salute, sia anche, solo, per un’abitudine che, con una forza estrema, si è insediata in noi in questo periodo, breve ma intensissimo, sia in termini di emozioni che di esperienza totale. Uno dei settori in cui questi parametri la faranno da padrone e costituiranno i criteri principali di scelta, sarà il mondo dell’estetica in generale.

Alcuni dei players che vi appartenevano, di punto in bianco si troveranno sparati fuori: piccoli centri, con poco personale e piccoli spazi, dove l’igiene e la distanza non sono garantite, sia per
mancanza di strumenti adeguati che di cultura specifica, oltre all’assenza di controlli a tappeto da parte degli enti preposti, non saranno più preferiti dal pubblico, preoccupato anzitutto di non rischiare la propria salute, a causa dell’approssimazione e della sufficienza con cui la titolare approccia al tema della sicurezza.
Chi però, senza possibilità di appello, si troverà fuori dai giochi definitivamente, sarà l’estetista abusiva: quella che la mattina si riempiva la borsetta con attrezzi e materiale, iniziando di buon’ora ad andare casa per casa, ad erogare il proprio servizio; quella si dovrà trovare un’occupazione differente!
Nessuno e, ripeto, nessuno, sarà più disposto a rischiare infezioni, malattie o, come abbiamo imparato oggi, anche la vita, per la stupida comodità di non uscire di casa e preferire sottoporsi ai servizi di estetica al proprio domicilio.

Come può, infatti, una ragazza/signora – ripeto, abusiva – a garantire la sterilizzazione, disinfezione ed igiene degli attrezzi e del materiale con cui è uscita al mattino presto, per trattare tutta l’agenda degli appuntamenti della giornata?

Certo, ogni cliente sarà consapevole che la stessa tronchesina, le stesse forbicine, lo stesso spingipelle, lo stesso rullo di cera e così via, saranno stati utilizzati da tutte le consumatrici che
l’hanno preceduta durante la giornata. Sono sicuro che nessuna sarà così ingenua da pensare: “proprio prima di venire da me, l’estetista abusiva è passata da casa e ha autoclavato gli
attrezzi”, o “quello sterilizzatore al quarzo – quello portatile con le palline – garantisce una sanificazione anche lontanamente paragonabile all’autoclave”; o “ha preso il rullo di cera nuovo”;
o “ha comprato le strisce monouso in confezione sigillata, invece di prendere quelle sfuse e non igieniche, ma molto più economiche…” O, forse, c’è ancora qualcuna che non sa che la ceretta in barattolo, quella che si lavora con la spatolina di legno, ha sì la spatolina monouso, ma il barattolo è lo stesso usato per le clienti precedenti? E, in quel barattolo, dove ora sta prendendo la cera per te, è stata infilata la spatolina delle altre che ti hanno preceduto e che, se sei stata fortunata, hanno lasciato dentro solo residui di pelle e sangue. O, infine, a chi non verrà in mente la barzelletta di pierino al militare, che implora di non usare lo stesso pennello per le emorroidi e per le tonsille, quando chiede di esser fatta le sopracciglia con la pinzetta mentre, nel frattempo,
spera ardentemente che non sia stata appena usata sulla signora di prima per “pulire” l’inguine dai peli residui dopo la ceretta…. Ovviamente il genere umano è vario, quindi qualche cliente
comunque ci sarà che sceglierà l’abusiva. E c’è qualcuno che crede che coloro che faranno questa scelta saranno persone di media, buona cultura, in ambito di igiene e sicurezza? O, più probabilmente, saranno persone ancora più “zozze” di loro? E, a questo punto, è la stessa abusiva che diventa veicolo diretto di malattia, visto che viene continuamente a stretto contatto
con soggetti ad “altissimo rischio”!

Ricordo ancora una recensione ricevuta su google: una persona si lamentava del fatto che la sua “abusiva” le chiedeva per una cera completa, con alcune zone in più, intorno ai 50 euro. Alla
violetta, invece, aveva pagato 114€, PERÒ per una cera brasiliana originale Skin’s, sempre per tutte le stesse zone. Come la maggior parte del pubblico dell’estetica saprà, ma non quella signora, la cera brasiliana Skin’s ha un prezzo di listino di circa il doppio della cera a freddo normale. E questo dipende dal fatto che è un vero è proprio trattamento contro le follicoliti e la doppia ricrescita, oltre ad essere indolore perché non attacca la pelle. Quindi i conti sono presto fatti: anche alla violetta la signora avrebbe pagato più o meno la stessa cifra, se si fosse sottoposta ad una cera a freddo classica. Solo che non ha pensato al punto fondamentale: alla violetta igiene e sicurezza sono principi fondamentali, alla base di tutti i servizi erogati. Come poteva credere che avrebbe potuto riscontrarli anche in “un’abusiva che va in giro per le case”? Ovviamente, poi, stiamo totalmente tralasciando il discorso che un’Azienda strutturata emette scontrino fiscale, paga imposte dirette ed indirette, contributi al personale, tasse comunali e regionali, tutte a beneficio della comunità e destinate – almeno si spera- a migliorare la qualità dei servizi -soprattutto della tanto importante sanità – da garantire ai cittadini; categoria a cui la stessa signora apparteneva ma, in quel momento, non se ne era ricordata…

Tutto il quadro finora descritto, però, non significherà certo che il mondo dell’estetica avrà ripercussioni negative, anzi! un’esperienza come questa del coronavirus ha segnato e segnerà profondamente gli animi della gente. Le limitazioni personali a cui tutti abbiamo dovuto sottostare, l’impossibilità di prendersi cura della propria persona per così tanto tempo, hanno portato e, ancor più, col passare del tempo, porteranno le persone, a non trascurarsi più, a non rimandare i più momenti di attenzione per se stessi, a non accettarsi più con questo o quel difetto; ormai tutti abbiamo capito che da un momento all’altro può non esserci più tempo, potrebbe non esserci un dopo a cui rimandare.. E, ancor di più, se riflettiamo sul fatto che, nella nostra cultura, le gratificazioni più gettonate sono da tempo: viaggi, cibo, benessere – e forse non in quest’ordine – questo ci porta a conclusioni ancora più univoche: per un tempo non breve i viaggi oltre confine non saranno possibili o, quantomeno, poco sicuri, per i motivi che tutti possiamo immaginare (gestione differente delle emergenze da paese a paese, difficoltà di rientro in caso di recrudescenza del virus, rischio quarantena in un paese straniero, desiderio inconscio di restare a portata della nostra sanità, ormai considerata da tutti, senza dubbio, una delle migliori al mondo). Del cibo, credo che non ci sia nessuno, o quasi, che potrà dire di non averne abusato, in questo periodo di segregazione in casa; sia per gratificarsi nell’unico modo possibile, sia perché le donne di famiglia hanno usato questo mezzo, come unico a loro disposizione al momento, per tentare di infondere allegria in casa.

Dell’estetica e del benessere invece, sia fisico – per i motivi di cui sopra, a proposito del cibo – sia, soprattutto, mentale, si sente, ogni momento che passa, un bisogno sempre più incalzante; questa esperienza ci sta segnando duramente e tutti siamo già graniticamente convinti che, appena tutto ciò sarà finito, ci dovremo consentire tutte le gratificazioni possibili, anche per buttarci alle spalle le ombre nere che hanno martoriato la nostra psiche durante questa quarantena.

E quindi? Quali sono le conclusioni di tutto ciò? Cosa accadrà?

Accadrà che il mondo dell’estetica, la nuova estetica dopo il coronavirus , sarà appannaggio esclusivo delle grandi strutture, quelle che potranno garantire servizi di base ed avanzati, di estetica e medicina estetica, tutti con un unico comune denominatore: protocolli di igiene e sicurezza a livello di sala operatoria, da applicare in cabina, sempre e comunque! Sale di attesa ampie, magari grandi come un intero centro di estetica di piccola dimensione; di quelli, insomma, che oggi costituiscono il 90% del mercato; autoclave per sterilizzare tutti gli attrezzi non monouso, ad ogni utilizzo; disponibilità di kit monouso per qualsiasi servizio/ trattamento; igienizzazione del posto dove far accomodare il cliente ad ogni cambio persona; igienizzazione con disinfettanti specifici di ogni macchinario/manipolo a contatto con la cliente; dispositivi di protezione per ogni operatore – a titolo esemplificativo e non esaustivo: mascherina chirurgica, visiera protettiva a copertura totale del viso, disinfezione mani con gel sanificante ad ogni passaggio, uso fisso di guanti di lattice, anche per le cerette e massaggi, calzari specifici e/ o copricalzari da sala operatoria; dispositivi di protezione disponibili per le stesse clienti, sanificazione sistematica degli ambienti da parte di aziende specializzate, protocolli interni di sanificazione quotidiani sempre più stringenti.. si potrebbe continuare ancora per pagine e pagine: conosciamo la materia molto bene; la maggior parte sono procedure e sistemi che, ad Alla Violetta, erano già sistematicamente applicati, e con grande rigore.

Ovviamente, la situazione descritta è sotto gli occhi di tutti e, quindi, è lecito immaginare che molti operatori del settore, mi riferisco ai centri medio-piccoli, adesso inizieranno a balbettare,
probabilmente con poca cognizione di causa, di igiene e sicurezza. Non vogliamo entrare nella questione, non ci compete e siamo troppo impegnati a pensare a fare il nostro massimo nella
nostra realtà per dedicare del tempo altrove.

Un avvertimento, però, lo vogliamo dare: Diffidate di chi si lancia solo oggi a parlare di procedure di igiene e sicurezza! Dov’erano prima? Quali erano le loro priorità allora? Ci vuole cultura consolidata e rigorosa costanza per dare tranquillità al consumatore quando si tratta della salute…
Alla Violetta noi siamo RISK-FREE
dal 1911. What else?

Trovateci qualcuno che abbia lo stesso storico e lo stesso background, saremo felici di confrontarci con loro e scambiare idee e proposte sul potenziamento delle misure di sicurezza
nel settore, fino ai livelli più estremi.

Dott. Antonio Cataldo
CEO Alla Violetta Srl

L’Estetica D.C. – Dopo Coronavirus ultima modifica: 2020-04-11T18:21:58+00:00 da paula magrini
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